Storia dell'Atlantic

                

  INTERVISTA A MAURO MENGHINI

E’ con grande orgoglio e felicità che pubblichiamo in esclusiva un'intervista a uno dei più esperti conoscitori, oltre che grandissimo collezionista e amico di questo sito, di materiale Atlantic anni 70/80; assiduo frequentatore delle numerose fiere italiane del giocattolo da collezione, è tra gli autori di una delle opere italiane più apprezzabili dedicate alla casa di Treviglio: Viaggio nell'Atlantic, meravigliosa opera in 4 volumi di cui ci occupiamo in un’altra sezione del sito. Scopo dell’intervista è l’approfondimento su tutta quanta la tematica Atlantic, argomento che appassiona tuttora più che mai fortemente i tanti collezionisti di questi meravigliosi reperti. 

 

 

 

 

1) Mauro, innanzi tutto grazie infinite per averci accordato questa opportunita’ di approfondimento sulla tematica Atlantic a noi cosi’ cara…come e quando e’ nata la tua grande passione per il giocattolo Atlantic?

L'interesse collezionistico per i giocattoli prodotti dalla ditta Atlantic è nato per caso, nei primi anni ’90, dopo avere acquistato alcune scatoline di soldatini in un mercatino estivo, lungo la riviera romagnola! Le scatole sembravano appena uscite dalla fabbrica, classici fondi di magazzino, e mi fecero immediatamente tornare con la memoria alla mia adolescenza, quando i giocattoli Atlantic erano tra i preferiti. In seguito frugai in soffitta, per cercare quando dimenticato nel tempo. Non contento iniziai a frequentare le mostre del giocattolo da collezione, sempre più assiduamente, con l’intento di arricchire la mia casa di ricordi… fino ad arrivare ai nostri giorni. Credo sia il percorso che molti collezionisti hanno intrapreso per soddisfare la propria passione…

 

 

2) Un ricordo per un particolare momento o emozione di un giocattolo Atlantic che ha contribuito a questa tua grande passione?

Sono oltre venti anni che coltivo la passione per i giocattoli Atlantic e i ricordi sono tanti… alcuni sbiaditi. Certo ancora oggi trovare una scatola mancante di soldatini, un gioco degli esordi industriali o uno del quale ignoravo l’esistenza mi procura emozioni. Ma credo che le maggiori soddisfazioni siano procurate dall’incontro con gli amici collezionisti (tra i quali ci sei anche Tu), con i quali condividere e commentare il comune interesse per i giocattoli dell’infanzia!

 

 

3) Il tuo primissimo giocattolo Atlantic…

Ho iniziato con alcune scatole di soldatini in scala HO, delle serie ancora oggi più comuni, non ricordo esattamente quali. Un giocattolo che però è rimasto impresso nella memoria è la confezione dell’Astronave di Capitan Harlock, uno dei primi acquistati alla fiera del collezionismo di Cremona, che nei primi anni ’90 si teneva in un palazzo storico nel centro della città. Ricordo bene che all’epoca non conoscevo la produzione Atlantic nel suo complesso e mi sembrò incredibile che la ditta di Treviglio avesse prodotto dei giocattoli ispirati ai manga e cartoni giapponesi…

 

 

 4) Essendo tu un grande collezionista, immagino avrai una tua “graduatoria di cuore”sui tuoi giocattoli Atlantic..ci puoi citare 3 pezzi? E la motivazione di tale scelta…

Di solito per il collezionista il giocattolo preferito è l’ultimo acquistato, soprattutto se ha richiesto tempo e fatica nella ricerca! Per la verità non ho dei giocattoli preferiti, considero la produzione Atlantic, dal soldatino al SuperMarket, tutta di uguale interesse, fenomeno di costume di un’epoca. Vorrei citare solo alcuni giochi che a mio avviso hanno avuto un ruolo importante nell’affermazione della ditta. Il “Bersaglio del West” (1964), il primo gioco ampiamente pubblicizzato sulla stampa per ragazzi, “le scatole a L.100 dei soldati d’Italia” (1971), che hanno permesso alla ditta di farsi conoscere sul mercato nazionale e “le miniature dell’esercito egiziano nelle confezioni a libro” (1976), che hanno decretato il successo internazionale dell’azienda.

 

 

5) Atlantic: per i piu’ significa il Soldatino dell’infanzia. All’epoca in Italia e non erano piu’ di una le case di produzione di soldatini..cosa ha fatto si che fosse la casa di Treviglio la tua preferita? E perche’i suoi soldatini sono rimasti nel cuore di intera generazione di italiani e di molti collezionisti stranieri?

Quanto prodotto dalla ditta Atlantic, per ovvie ragioni di appartenenza, rappresenta per molti collezionisti italiani un valore aggiunto. L’azienda è stata inoltre sinonimo di soldatino per tanti ragazzi italiani e stranieri cresciuti negli anni ’70. Quando ero bambino acquistavo quasi esclusivamente i figurini Atlantic: erano molto belli, ma soprattutto economici se paragonati a quanto prodotto dalle case concorrenti.  Con “poche lire” si potevano avere eserciti interi! Credo che molti ragazzi, in quel periodo, si siano comportati in modo analogo. Con gli anni la produzione Atlantic riuscì inoltre a mantenersi competitiva, crescendo in qualità pur con un occhio di riguardo al prezzo di acquisto, tanto che la ditta divenne in breve leader del mercato internazionale, con milioni di ragazzi innamorati della sua produzione. Oggi quei ragazzi sono cresciuti, ma mantengono vivo il ricordo del tempo passato giocando con i soldatini e i giocattoli Atlantic!

 

 

 6) Ci fai un introduzione sulla storia della casa di Treviglio?

 Alla fine degli anni ’50 due giovani amici di Milano decidono di sfruttare il loro talento e la  passione per il modellismo realizzando giocattoli artigianali, utilizzando di norma materiale povero e semplici tecniche costruttive. Costruiscono soprattutto barche e motoscafi in plastica: giocattoli che potrebbero avere ispirato il nome “Atlantic”.  Utilizzano come luogo di lavoro il retrobottega di un negozio di giocattoli nel centro di Milano!

 I giocattoli costruiti hanno un successo crescente e nel 1964 la giovane azienda ha una vera sede industriale, sempre a Milano e comincia a pubblicizzare i propri prodotti sulle riviste per ragazzi: armi giocattolo e corredi di carnevale.

 Il 18 Febbraio 1966 si costituisce la Atlantic Giocattoli s.p.a.

 La ditta cresce di importanza; il 4 Ottobre 1970 inaugura un nuovo stabilimento a Treviglio (Bergamo), pur mantenendo a Milano la sede giuridica.

 Nella fabbrica di Treviglio sono stampati i primi “soldatini d’Italia”, distribuiti dal Novembre 1971. Il soldatino e il modellismo per bambini sono stati i prodotti che hanno permesso all’azienda di affermarsi lentamente in Italia e in Europa. Dal 1972 la ditta promuoverà costantemente la produzione sulle riviste e in televisione.

 Il 1975 è l’anno dell’affermazione industriale. Inizia la produzione della Storia del West e degli eserciti della seconda guerra mondiale, soggetti esportati in tutto il mondo. L’azienda apre a Milano un proprio ufficio commerciale e marketing.

 Nel 1976 esordisce la serie dedicata al Mondo Antico.

 Nel 1977 sono fondate filiali Atlantic in Germania e in Inghilterra.

 Tra il 1978 e il 1979 si collocano le ultime importanti produzioni: la serie Galaxy e la serie dedicata alle anime giapponesi (Goldrake e Capitan Harlock). Nel 1979 l’azienda sbarca negli Stati Uniti, dove avvia una massiccia campagna promozionale.

Purtroppo dal 1980 la produzione Atlantic entra in crisi: il soldatino e i giochi tradizionali non incontrano più il favore del giovane pubblico, attirato da nuovi interessi: i videogiochi e i giocattoli “robotici” d’importazione. Inizia una lenta flessione nelle vendite, tanto che l’attività industriale viene rallentata o in parte sospesa.

Per cercare nuovi canali di vendita il 5 Marzo 1980 si costituisce la Edizioni Atlantic s.r.l., tramite la quale distribuire i giocattoli invenduti nelle edicole italiane. Per alcuni anni convivranno insieme le due società: Atlantic Giocattoli s.p.a. e Edizioni Atlantic s.r.l.

Nonostante l’impegno l’attività aziendale è in costante declino. Il soldatino, che fino a pochi anni prima era un giocattolo di successo, è ormai dimenticato!

Dal 1981 inizia un lungo periodo di travaglio commerciale e aziendale, che si concluderà tra il 1988 e il 1989 quando entrambe le società targate Atlantic cesseranno ogni attività (l’iter giuridico si concluderà nel 2007!).

 

 

 7) Ho avuto il piacere di incontrarti piu’ volte e di vedere in anteprima la meravigliosa opera in 4 volumi sulla Storia dell’Atlantic: devo dire che con i tuoi amici hai fatto una ricerca e un approfondimento su questa tematica di un livello assoluto e mai riscontrato finora. Come e perche’ avete deciso di impegnarvi in uno sforzo cosi’ considerevole?

 Il progetto Viaggio nell’Atlantic è frutto del lavoro di quattro amici, accomunati dalla stessa passione per i giocattoli antichi, il modellismo, i soldatini…  Abitiamo in città diverse, relativamente distanti tra loro e ci siamo conosciuti alcuni anni fa frequentando assiduamente le abituali fiere del giocattolo antico da collezione. Anche se ognuno ha interessi diversi nel settore del collezionismo, ci siamo uniti nel ricordo dei giocattoli e dei soldatini Atlantic, con i quali ovviamente abbiamo giocato da bambini e siamo cresciuti. Nel tempo, accanto al desiderio di ritrovare gli oggetti della nostra infanzia, è maturata l’idea di raccogliere quante più informazioni possibili sulla ditta Atlantic, sua storia imprenditoriale e produzione. Il materiale raccolto ha dato vita all’iniziativa amatoriale in quattro volumi, che ci ha permesso di condividere la nostra passione con tanti amici. Ognuno di noi, nei limiti della propria disponibilità, ha dato il suo apporto alla riuscita del lavoro. Ci piace comunque pensare che, pur non figurando tra gli autori, anche altri soggetti siano artefici del progetto: le persone e i collezionisti avvicinati negli anni, gli amici che ci hanno incoraggiato, gli appassionati che hanno promosso la pubblicazione tramite i servizi sul Web (Blog, Facebook e siti Internet tra i quali il tuo!) e tutti coloro che, con entusiasmo, hanno aderito all’iniziativa.

 

 

 8) Per la vostra opera so che avete fatto innumerevoli ricerche sul posto a Treviglio, e che avete avuto tanti incontri con rappresentati e dirigenti di allora dell’Atlantic: ci puoi svelare qualche aneddoto e curiosita’ a tale proposito?

Fortunatamente siamo riusciti ad incontrare alcune persone che a diverso titolo hanno avuto rapporti di lavoro con l’azienda Atlantic. Altre persone si potrebbero avvicinare, ma dopo tanti anni i contatti sono difficili da reperire… Più che ricordare aneddoti e curiosità vorrei cogliere l’occasione per ringraziarli per la disponibilità e per il rapporto di amicizia e stima instaurato. Tutti hanno accolto con entusiasmo l’occasione di ricordare il loro apporto alla crescita aziendale dell’Atlantic!

 

 

9) Cos’hai provato la prima volta quando hai visitato il vecchio stabilimento Atlantic?

E’ stato un vero e proprio pellegrinaggio, realizzato in compagnia di un amico collezionista! Lo stabilimento era stato alienato dall’Atlantic da pochi anni e ricordo che nella fabbrica, in attesa di cambiare proprietà. erano in corso dei lavori di ristrutturazione. Uno degli operai si ricordava ancora dell’azienda e della sua produzione di soldatini: un ricordo emozionante… il primo viaggio nell’Atlantic!

 

 

10) Veniamo all’argomento Atlantic giocattolo nello specifico: la casa di Treviglio ha prodotto tra le piu’ disparate tematiche: dagli spaziali con l’indimenticabile serie Galaxy ai soldatini del West, dalle riproduzioni robotiche di Goldrake e Capitan Harlock agli antichi con Egiziani e Romani. Come fu ideata e programmata una produzione cosi’ variegata?

La ditta Atlantic è conosciuta in Italia e nel Mondo soprattutto per la serie militare: soldatini, plastici, diorami, carri armati, aerei, navi ecc. Una quantità impressionante di materiale, stimata in circa 160 soggetti diversi, prodotti in meno di dieci anni. I figurini militari, raccolti in quattro serie: Soldati d’Italia, Storia del West, Eserciti della seconda guerra mondiale e Mondo Antico, sono stati prodotti in circa 70 soggetti, solitamente sia in scala 1:72 che 1:32. La serie militare è stata commercializzata in oltre 80 serie cronologicamente successive, contraddistinte da differenti tipologie di confezionamento: scatole, blister, buste, sacche ecc…

Se si considerano però anche i giocattoli tradizionali degli anni ’60 e le successive produzioni: SuperMarket, GiocaGoal, Serie Galaxy ecc… il numero dei soggetti può tranquillamente triplicare. Si stima che l’Atlantic in poco meno di trent’anni di attività abbia utilizzato circa 600 stampi in acciaio per costruire i propri giocattoli!

La vera affermazione aziendale è cominciata con i “soldatini d’Italia a cento lire”. Nacquero grazie alla creatività dei vertici aziendali e della società alla quale era affidata la gestione del marketing. L’idea di base era quella di commercializzare soldatini italiani moderni (per l’epoca), di tutte le armi e specialità; per un riscontro positivo la ditta confidò nell’amor di patria dei giovani acquirenti, nel prezzo di acquisto molto basso e in una campagna stampa capillare e azzeccata. Tutte le successive produzioni sono state programmate rispettando il medesimo canovaccio, grazie al contributo di persone e creativi capaci e cercando di anticipare il gusto ludico dei bambini dell’epoca… purtroppo non sempre con successo…

 

 

11) In molti ritengono che il clamoroso successo che dura tutt’ora fu dovuto a due fattori fondamentali: la grande eterogeneita’ dell’offerta Atlantic e la fortissima campagna pubblicitaria sui giornalini dell’epoca come Topolino…concordi?

Si naturalmente concordo. Il successo imprenditoriale dell’Atlantic è certamente dovuto alla grande quantità di materiale prodotto, sostenuto da fortunate campagne pubblicitarie sulla stampa e in televisione. Ovviamente tutto questo non poteva bastare se non accompagnato da una produzione in gran parte originale, di buona qualità e competitiva sul mercato!

 

 

12) Oltre che in Italia i prodotti Atlantic sono stati commercializzati all’estero: dove precisamente e quali differenze si riscontrano?

I giocattoli Atlantic sono stati commercializzati in tutto il mondo. Inizialmente ebbero successo in Italia poi lentamente si affermarono in Francia, Germania, Inghilterra nel resto d’Europa ed infine negli Stati Uniti. Il mercato d’adozione più importante fu quello francese, soprattutto per ovvie ragioni di vicinanza geografica. Infatti per molto tempo quest’ultimo mercato assorbirà metà dell’export. L’Atlantic, per la distribuzione dei giocattoli in Francia, ricorse talvolta ad un packaging esclusivo. In proposito ricordo la serie dei “soldati di Francia”, con i soldati d’Italia contenuti in scatoline dove il tricolore italiano era sostituito da quello francese, Molte confezioni in blister sono più facili da reperire sul mercato collezionistico francese o tedesco, che in quello italiano, a testimonianza di una distribuzione più orientata all’esportazione. Alcuni soggetti della serie Galaxy sono stati commercializzati in Spagna dalla Piqué di Barcellona, con un proprio packaging. Infine tutti i soggetti dedicati alle anime giapponesi e rispettive confezioni sono studiati anche per il mercato francese. Capitan Harlock/Albator e Goldrake/Goldorak stavano avendo un grande
riscontro di pubblico sia in Italia che in Francia: la produzione doveva in qualche modo sfruttare commercialmente tale successo!

 

 

13) La serie Galaxy fu sicuramente la piu’ innovativa e rivoluzionaria tra quelle Atlantic, non avendo avuto riferimenti passati come quelle antiche o contemporanee come quelle robotiche: come e da chi furono ideati e disegnati personaggi cosi fantasiosi per l’epoca?

La serie Galaxy nasce alla fine degli anni ’70, in un periodo interlocutorio del giocattolo tradizionale: il trenino, la bambola, i soldatini avevano ancora un buon riscontro, ma minore che in passato. I bambini si stavano infatti avvicinando sempre più ai videogiochi, ai giocattoli di ispirazione fantasy e spaziale o legati alle serie animate giapponesi che incollavano tanti bambini alla televisione. La serie Galaxy, pur essendo creata a metà degli anni ’70, è stata approvata, realizzata e commercializzata solo dal 1978, dopo il clamoroso successo cinematografico di Guerre Stellari. Il film di fantascienza aveva infatti dato vita a un forte merchandising e tutto quanto era in carattere aveva un grande successo commerciale. La serie fu ideata da un collaboratore esterno, creativo e valido disegnatore, che in passato aveva lavorato con la ditta Atlantic. Nel suo progetto fu supportato dall’azienda e dall’ufficio marketing Atlantic http://viagrass....soft/. Il gruppo di lavoro ideò i personaggi e i veicoli della saga, ed ebbe il merito di creare attorno a loro una finta realtà nella quale potere giocare. Purtroppo la serie Galaxy fu venduta in ritardo rispetto al passaggio di Star Wars, non riuscì completamente a sfruttarne il successo ed ebbe di conseguenza un buon riscontro, ma non quello sperato. Infatti i bambini, da sempre, sono attirati dalle mode e dai giocattoli sponsorizzati in televisione, e abbandonano velocemente un giocattolo sostituendolo con un altro in voga nel momento.

 

14) Alcuni pezzi come lo skorpion e il cygnus sono veramente rari da trovare, sono usciti con produzioni pilota o solamente tirature più basse?

Sono tra gli ultimi articoli prodotti, in una serie che oltretutto non stava avendo il riscontro commerciale sperato. Nonostante lo sforzo creativo e pubblicitario, purtroppo erano numerose le rese a magazzino.., Inoltre nel periodo la ditta Atlantic stava risentendo delle prime difficoltà imprenditoriali… Probabilmente, a causa di questo insieme di fattori, i veicoli sparanti sono stati prodotti e commercializzati in un minore numero di esemplari rispetto ai precedenti, tanto che oggi sono difficili da trovare sul mercato collezionistico.

 

 

15) A differenza di molti giocattoli spaziali dell’epoca, copiati uno dall’altro o ispirati a fumetti o cartoni animati, i Galaxy hanno una grafica interessante e molto innovativa. Interessante anche la serie di scatole con coperchio a fumetto che raccontava la storia dei vari personaggi. Il design è completamente italiano?

  Si, come anticipato in precedenza i soggetti, i veicoli e il mondo immaginario nel quale si muovono, sono stati ideati da artisti italiani. E’ facile comunque riscontrare somiglianze con precedenti produzioni fantascientifiche, del fumetto o del cinema, da Flash Gordon a Barbarella alle illustrazioni fantasy di Frank Frazetta. Probabilmente queste opere e lavori facevano parte del backgroud creativo degli autori.

 

 

16)  La plastica dei Galaxy ha una composizione spettacolare, che fa sembrare nuovo un giocattolo di oltre 40 anni. Le versioni con licenza spagnola, tedesca o francese sono di qualità decisamente inferiore, il patrimonio di ricerca dell’azienda è confluito altrove o è andato perduto?

 Effettivamente alcuni soggetti della serie Galaxy sono stati commercializzati con licenza spagnola (ditta Piqué) o hanno avuto una maggiore distribuzione in Francia e Germania (serie Universe Voyagers). I giocattoli però sono stati sempre prodotti nello stabilimento di Treviglio. Trattandosi di prodotti realizzati negli ultimi anni dell’azienda, una eventuale minore qualità della plastica potrebbe imputarsi, a mio avviso, a forniture di materie prime più economiche…

 Tutti gli stampi di proprietà dell’Atlantic sono stati alienati dopo la seconda metà degli anni ’80. A parte pochissimi ancora esistenti, della maggior parte, compresi quelli relativi alla serie Galaxy, si sono perse le tracce…

 

 

17) Negli Usa i Galaxy hanno un nutrito numero di fan, tra gli appassionati di fantascienza. Questa serie raccoglie anche estimatori in Giappone?

 Sinceramente non conosco bene le dinamiche del mercato collezionistico orientale… Ho trovato tracce di giocattoli Atlantic in Europa dell’Est, America latina, Australia… Gli Stati Uniti sono probabilmente oggi tra i più grandi serbatoi del giocattolo Atlantic, sicuramente perché, nei primi anni ’80, è stato l’ultimo mercato tentato dalla ditta di Treviglio. Onestamente non so quanto i collezionisti giapponesi siano interessati alla produzione Atlantic… Sono comunque convinto che quanto dedicato alle serie animate Goldrake e Capitan Harlock sia di ottima fattura: in grado di competere con le più blasonate produzioni orientali!

 

 

 18) Un pezzo di cui quasi nessuno ha conoscenza è il casco spaziale da indossare, che si collega agli altri pezzi a dimensione naturale, come il fucile western per sparare alle bottiglie di plastica. Quanti e quali pezzi indossabili sono stati prodotti?

  Le panoplie di carnevale e i giochi del tiro al bersaglio sono stati tra i primi giocattoli prodotti e commercializzati dall’azienda di Milano. Il Bersaglio del West, i corredi del vigile, cow-boys, indiano, marines ecc. sono inoltre tra i primi pubblicizzati insistentemente. Questo genere di giocattolo ha fatto la fortuna dell’azienda negli anni ’60 e avrà continuità anche negli anni ’70, pur con un relativo successo. In totale le panoplie prodotte, stando alle promozioni e ai cataloghi dell’epoca, dovrebbero essere una ventina. Il casco d’astronauta del 1969, realizzato per sfruttare l’emozione dello sbarco sulla Luna, tra tutti i corredi per bambini è stato quello di maggiore successo. 

 

 

19) Esiste una collezione che raccolga tutti i pezzi prodotti da Atlantic?

 Ci sono tantissimi collezionisti dei giocattoli Atlantic. La maggior parte ama raccogliere la produzione militare, in scala HO o 1:32. Numerosi cercano la serie Galaxy o quanto ispirato a Goldrake e Capitan Harlock. In minor numero sono gli appassionati interessati al SuperMarket o GiocaGoal, Pochissimi sono affascinati dai motoscafi, barche giocattolo, piste per automodelli o dai corredi di carnevale o giochi del tiro al bersaglio… Onestamente, ma vorrei sbagliarmi, non credo che esista una collezione completa di tutto quanto prodotto dalla ditta di Milano/Treviglio…

 

 

 20) Un giocattolo Atlantic che ancora dopo tanti anni cerchi…quello introvabile….

 Purtroppo sono tanti i giocattoli che ancora cerco… ma spero non siano introvabili! Del resto dopo tanti anni ancora qualcosa esce fuori, sul Web, a una fiera del giocattolo o sul banco di un mercatino di provincia… quando meno te lo aspetti… bisogna avere fiducia,,, sperando di non invecchiare troppo nel frattempo…

 

 

21) Purtroppo l’Atlantic, come altre indimenticabili case produttrici italiane, come la Baravelli, la Ceppiratti e la Fabianplastica che pure hanno prodotto giocattoli di assoluto prestigio hanno chiuso i battenti tanti anni fa: perche?

Probabilmente ogni azienda ha attraversato difficoltà diverse, anche se la loro conclusione imprenditoriale può avere cause comuni. Posso accennare alle dinamiche che hanno portato alla chiusura dell’Atlantic, consapevole che in parte possano avere influito anche sulle altre aziende italiane. La fine della ditta è da imputare principalmente a un radicale mutamento dei gusti ludici dei bambini. Per molti anni i ragazzi italiani hanno giocato con le bambole, i soldatini e i trenini elettrici. Improvvisamente tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80 c’è stata la veloce invasione dei videogiochi, dei giocattoli spaziali e di quelli in genere massicciamente sponsorizzati in televisione. Produzione in larga parte proveniente dall’Oriente, venduta a prezzi concorrenziali a causa dei minori costi industriali. A tutto questo l’azienda di Milano/Treviglio, ancorata al giocattolo tradizionale, non ha saputo fare fronte celermente, spegnendosi a poco a poco…  

 

 

22) Dopo un silenzio negli anni 90, nei primi anni del 2000 il fenomeno del collezionismo ha subito una clamorosa impennata: si puo’ spiegare solo con la nascita del web o per la grande nostalgia per quegli anni indimenticabili?

I fattori sono diversi. Parlando di Atlantic il fenomeno del collezionismo è naturalmente nato lentamente, probabilmente nei primi anni ’90. All’epoca il mercato era letteralmente invaso dalle giacenze di magazzino, del resto la ditta aveva chiuso i battenti da pochissimi anni… Alla fine degli anni ’90 il fenomeno è cresciuto, grazie anche alla riedizione dei soldatini dagli stampi originali voluta dalla Nexus e reperibile nei negozi di modellismo. L’iniziativa fu affiancata da una buona campagna informativa e di revival che, grazie anche al Web, ha rilanciato la produzione Atlantic originale. Il mercato attuale, dal punto di vista collezionistico, è fatto di appassionati, giovani cinquantenni… persone che hanno l’età “giusta” per ricordarsi della produzione del passato e che hanno voglia di recuperare alcuni pezzi della memoria. Chissà se in futuro ci saranno nuove leve ad affiancarci… se altri vorranno rammentare i soldatini Atlantic…

 

 

23) Sappiamo che oltre grande appassionato ed esperto sei anche un grande collezionista: ci puoi svelare il tuo metodo di conservazione e preservazione dei tuoi giocattoli?

In questo non credo di fare testo! Per custodire al meglio la propria collezione ci vuole tempo da dedicare e spazio in casa… Il tempo sono sempre riuscito a trovarlo, grazie alla passione, lo spazio manca! I giocattoli sono accuratamente imbustati, protetti in scatole e “archiviati passabilmente”… ma sono tutti nascosti dentro degli armadi… praticamente dispersi…

 

 

24) Quali differenze riscontri tra il collezionismo del passato e quello attuale? Internet secondo te ha avuto un ruolo positivo o negativo?

Internet, con il suo mercato on-line, ha giocato negli ultimi anni un ruolo importante, con i pro e i contro del caso. Sicuramente ha allargato enormemente i confini del mercato del giocattolo da collezione, rendendo possibile l’acquisto in paesi lontanissimi. Ha reso più facili i contatti e lo scambio del materiale tra gli appassionati. Di contro si è perso in parte il rapporto personale che invece si aveva incontrando i collezionisti esclusivamente alle fiere di settore. Manifestazioni che, seppure ancora esistenti soprattutto al centro-nord d’Italia, stanno lentamente perdendo di interesse, soprattutto da parte del pubblico dei collezionisti

 

 

 25) Ancor oggi dopo tantissimi anni e’ rimasta in tanti di noi una passione sempre piu’ crescente. Come te la spieghi? Collezionare è anche un modo di salvare un pezzo si storia? Di proteggere un giocattolo che non esiste più?

 

Ogni collezionista ha ragioni comuni e diverse che lo hanno spinto a dedicare tempo, energie e denaro dietro alle proprie passioni. Di solito ci sono ragioni sentimentali, nostalgiche, affettive… sempre ci sono manie e dinamiche comportamentali difficili da spiegare… Sicuramente ogni collezionista ha le proprie motivazioni. Spesso la passione nasce lentamente, poi crescendo può diventare effettivamente un modo di raccogliere un pezzo di storia o di costume, preservandolo e catalogandolo. Comunque trovarsi con gli amici e condividere la stessa passione, per il giocattolo, il fumetto, il disco in vinile, il sottobicchiere o il tappo da bottiglia… è un comportamento che arricchisce, emoziona, aiuta a socializzare… un buon modo di impiegare il proprio tempo libero!

 

 

26) Ci avviamo, ahimè, alla conclusione…Mauro, in una sola parola, cosa significa per te il nome Atlantic?

Sicuramente rappresenta una parte, importante, della mia vita! Del resto dopo tanti anni spesi cercando i giocattoli dell’infanzia, raccogliendo materiale documentale, incontrando persone legate all’azienda, cercando i siti che hanno visto nascere la ditta… ancora mi diverto a frequentare le manifestazioni di settore e conoscere persone come te e come tanti, appassionati di giocattoli, soldatini, robot, trenini… ma sempre con la testa e il cuore per l’Atlantic!

 

 

Mauro, ti esprimo con gioia infinita gratitudine per l’opportunita’ concessami, e’ stato un meraviglioso tuffo nel passato dei nostri ricordi piu’ belli e rinnovo sinceramente un invito a tutti gli appassionati a leggere i tuoi meravigliosi volumi sulla STORIA DELL’ATLANTIC!

Il piacere è stato mio! Un caro saluto a tutti gli Utenti del tuo splendido sito e a tutti gli appassionati dei giocattoli legati alla nostra infanzia… possibilmente Atlantic!

Un grande ringraziamento all’amico Diego di Torino che ha contribuito all’intervista