Atlantic Galaxy

                   INTERVISTA A RICCARDO TENCA, alias BARON KARZA

E' con grande gioia e orgoglio che pubblichiamo una nostra intervista esclusiva con Riccardo Tenca, alias il mitico Baron Karza, in assoluto uno dei massimi esperti e appassionati dell’ Atlantic Galaxy Series. Gloyzerxmuseum.it ringrazia il sito amico atlanticgalaxy.com, il primo sito italiano concernente questa mitica serie.

 

                                           

 

Ciao Riccardo, grazie per la tua graditisima disbonibilita… come e quando e’ nata questa tua grande passione?

Ciao, grazie a te per avermi dato l’opportunita’ di parlare di questa meravigliosa serie tutta italiana e non molto conosciuta tra i collezionisti di giocattoli.  La passione per gli Atlantic Galaxy nasce nella seconda meta’ degli anni ’70 quando ero un bambino ed i miei genitori iniziarono a regalarmi questi bellissimi giocattoli spaziali, da allora non me ne sono piu’ separato.

 

Hai un ricordo in particolare di un momento, di un’emozione per un tuo giocattolo che ha contribuito in tal senso?

Il “colpo di fulmine” lo ebbi con il personaggio Dynatlon, il primo che mi regalarono ad un Natale (non ricordo con precisione l’anno). Amavo lo spazio, la fantascienza e, ovviamente, i robot. Dynatlon racchiudeva , nella sua semplicita’, tutte le caratteristiche che desideravo da un giocattolo.

 

C’e’ un tuo giocattolo preso in quegli anni che ancor oggi assume un valore speciale?

Dynatlon fu solo l’inizio, negli ultimi 15 anni ho potuto apprezzare tutti i personaggi ed i veicoli che , quando ero bambino, non avevo  o, addirittura, non conoscevo ma, comunque, resta sicuramente il personaggio al quale sono piu’ legato.

 

Veniamo alla nostra tematica in discussione: gli Atlantic Galaxy Series. Come nacque all’Atlantic questa idea?

Purtroppo non ho mai avuto il piacere di contattare i creativi dell’epoca ne’ i proprietari dell’azienda, quindi si possono solamente fare delle supposizioni.  La Atlantic produceva soldatini fin dai primi anni 70, e lo fece a livello mondiale. Tutta la loro produzione era basata sul riportare nei propri prodotti antiche popolazioni o fatti storici ed il mercato disponibile era ancora vasto.  Uscirono, cosi’ sia le serie ispirate ad i cartoni animati, sia quelle ispirate alla fantascienza pura. Ma, a questo punto, la ATLANTIC, poteva “rischiare” e creare personaggi originali di propria produzione, anche perche’ i diritti dei personaggi dei cartoni animati iniziavano ad avere costi molto alti.  Nacque , cosi’, la serie Galaxy che, con i suoi personaggi buoni e cattivi aiutava i bimbi ad immaginarsi guerre interplanetarie ed invasioni aliene. Negli anni ’70 e ’80 era indispensabile dare ai ragazzini l’ambientazione e la precisa collocazione di un giocattolo, altrimenti non avrebbe avuto mercato… si giocava con la fantasia…

 

       

 

Ci faresti una piccola introduzione sulla storia della casa di Treviglio?

E’ la tipica storia delle sane aziende italiane degli anni ’60. Nasce da una geniale intuizione e delle possibilita’ che il mercato offriva in quegli anni e si va a collocare in un mercato di enormi potenzialita’ e, devo dire, che le ha sfruttate molto bene fino in fondo.  Dal 1966, anno della fondazione, la ATLANTIC diventa presto un punto di riferimento nazionale per i soldatini in scala HO per approdare, ben presto negli Stati Uniti, Canada ed in tutta Europa. Il successo dei loro soldatini fu’ mondiale.  Negli anni ’80 l’azienda inizia a subire la concorrenza dei videogiochi e, nel 1987 la Atlantic Giocattoli spa cessa al sua attivita’.  Negli anni a seguire, utilizzando la societa’ Edizioni Atlantic srl (nata nel 1980 con lo scopo di propdurre pubblicazioni editoriali con i gadgets ATLANTIC) continuano a distribuire i loro meravigliosi giocattoli con un catalogo assai piu’ vasto che negli anni si era radicato nella cultura italiana e spopolava nei negozi di giocattoli.  Per una piu’ completa lettura vi rimando a questo link: http://www.atlanticgalaxy.com/storia.htm

 

Personaggi mitici e incredibili come Humbot, Sloggy, la meravigliosa Star Base e tanti altre stupende produzioni.. ci faresti una tua personale graduatoria di preferenza?

Personalmente prediligo i personaggi e, sicuramente Humbot e Dynatlon sono tra i miei preferiti. Ma e’ sicuramente legato al fatto che li avevo da piccolo e ci giocavo.  Devo ammettere che, guardandoli con gli occhi dell’adulto (o del collezionista) lo splendore di questi giocattoli non si ferma al personaggio o al veicolo in se’, ma a completare l’opera ci sono le confezioni che sono uniche nel loro genere e li mette tutti sullo stesso piano. Non esagero se dico che si tratta di vere opere d’arte.

 

Hai mai avuto la possibilita’ di incontrare e parlare con qualche importante rappresentante dell’Atlantic? Ci puoi svelare qualche aneddoto o curiosita’ in proposito?

Come dicevo all’inizio, purtroppo non ho mai avuto il piacere di intervistare ne’ i proprietari’ ne’ i dipendenti dell’azienda. Ma prometto che approfondiro’ l’argomento e colmero’ questa mancanza.

 

La serie Galaxy, tra quelle Atlantic, e’ sicuramente stata la piu’ innovativa e rivoluzionaria , non avendo avuto riferimenti passati come invece accaduto per i soldatini del West , gli Egiziani o i Romani. Come furono inventati e ideati personaggi cosi’ fantasiosi per l’epoca?

La fantascienza ed i cartoni animati giapponesi stavano cambiando il mondo ed i gusti dei ragazzini. Gli italiani si sono sempre distinti per originalita’ anche in ambito cinematografico, vorrei citare su tutti Antonio Margheriti ed i suoi meravigliosi film di fantascienza (che esporto’ in tutto il mondo con lo pseudonimo di Anthony M. Dawson) e la ATLANTIC completo’ la tradizione creando una serie originale anche supportata da brevi storie (con meravigliosi disegni). Creare un personaggio complesso e fantasioso, come gli ATLANTIC Galaxy, era sicuramente piu’ semplice che portare il tutto su grande schermo. Ed e’ cosi’ che la fantasia ed il genio dei creativi ATLANTIC diede vita ad una serie che e’ diventata famosa in tutto il mondo e, soprattutto, molto venduta e di successo. Pensate solo come sarebbe stato complicato rendere credibile su pellicola un personaggio come Zepthon o Humbot con le tecnologie degli anni ’70. I budget limitati avrebbero dato una resa davvero mediocre al contrario dei giocattoli che ebbero, invece, il meritato successo.

 

    

 

Sotto il profilo strettamente collezionistico, per rarita’ e importanza assoluta,  quali pezzi della serie citeresti?

Sicuramente i pezzi piu’ interessanti sono quelli usciti con la seconda serie, ovvero, parlando strettamente di personaggi, quelli con gli inserti metallici: Sloggy e Hypnos  Come quasi tutte le serie di giocattoli, anche le piu’ commercializzate, trovano nelle seconde o terze serie un maggiore interesse collezionistico.   Questo dipende da 2 fattori fondamentali:

il primo e’ che le edizioni successive alla prima difficilmente sono supportate dal successo televisivo o fumettistico che ha, invece, la prima serie nel momento incui viene lanciata.

Il secondo e’ la piu’ limitata produzione in fatto numerico che e’, comunque, legato al primo fattore.

Questo rende i personaggi delle “seconde serie” piu’ rari e piu’ ricercati. Stesso discorso vale per i veicoli al quale si aggiunge, pero’, il minore interesse ludico e il maggior costo che li rende, spesso , i pezzi piu’ rari di una serie.  A tal proposito vorrei citare i pezzi piu’ rari e costosi degli ATLANTIC Galaxy che sono senza dubbio lo Scorpion e la STAR BASE.

 

Sulla scia dell’incredibile successo di serie televisive come Goldrake e Harlock, l’Atlantic produsse in quegli anni produzioni ispirate anche a quelle particolari serie: come fu l’impatto tra i giovani dell’epoca?

L’impatto fu’ ottimo, se un giocattolo e’ supportato da una serie TV i ragazzini ne vanno pazzi, il risvolto della medaglia sono pero’ i costi dei diritti che , in quegli anni, iniziavano ad essere proibitivi e le aziende acquistavano i diritti limitandosi, magari, al territorio nazionale per spendere meno. Ben presto questa strada fu abbandonata sia dalla ATLANTIC che da molte aziende italiane ed europee che vennero, poi, scavalcate dai colossi mondiali.  Personalmente ricordo che quasi tutti i miei amici avevano almeno una confezione di Goldrake o Capitan Harlock tra i loro giocattoli preferiti.

 

Oltre che in Italia gli Atlantic Galaxy furono commercializzati anche all’estero..ci racconteresti dove e le differenze rispetto al nostro paese?

Gli atlantic Galaxy furono commercializzati solo in Europa con qualche timido tentativo in nord america (Canada soprattutto).  Sicuramente il successo maggiore lo ebbero in Francia (dove la ATLANTIC era fortissima), Germania e Spagna.Vi ricordo che tutti i prodotti Galaxy distribuiti in Italia riportavano anche le scritte in francese.

Il Francia (ma anche in Germania), oltre alla commercializzazione degli stessi articoli  italiani  si potevano trovare anche i 5 personaggi principali distribuiti con altro nome “UNIVERSE VOYAGERS”. La particolarita’ era , oltre al nuovo nome (sia della serie che dei singoli personaggi) che spariva la tradizionale scatola con vetrinetta trasparente per lasciare spazio alle nuove confezioni in blister. Molto piu’ facili da esporre, meno costose da produrre ma, secondo me, meno affascinanti.La produzione di queste confezioni era gestita direttamente dalla ATLANTIC spa che in Francia aveva un successo paria quello italiano.

In Spagna il fenomeno era molto piu’ ridimensionato. I soldatini ATLANTIC andavano forte anche li’ ma la serie Galaxy non ebbe il meritato successo. Fu gestita dall’azienda Catalana “Pique’ Juguetes” che utilizzo’ le stesse confezioni italiane (quindi scatola con vetrinetta in acetato) traducendone il nome in GALAXIA ed inserendo anche l’inglese tra le lingue delle descrizioni del giocattolo (a scapito dell’italiano). Purtroppo non ebbero grande successo e le scatole spagnole sono molto rare dal punto di vista collezionistico.  Successivamente, come avvenne anche in Italia, Francia e Germania, i Galaxy furono commercializzati anche in sacchetto, probabilmente per terminare le scorte di magazzino ed eliminare i costi delle confezioni in BOX.

 

I diritti dei galaxy sono ancora oggi proprietà di un'azienda italiana, credi che potrebbe avere un senso proporre una ristampa?

Fare questa domanda a me significa ricevere solo una risposta che e’ ovviamente SI! Ma, purtroppo, questa risposta e’ quella di un collezionista nostalgico e non trova riscontro nella realta’. Una ristampa potrebbe solo essere pensata a fini collezionistici, ma i costi di produzione non sempre sono accettabili.  Mi viene, pero’, in mente una serie strepitosa degli anni ’60 che si chiamava “the outer space men” della colorforms che e’ stata recentemente ristampata, o meglio, rivisitata e distribuita da “four horsemen” che ha avuto un buon esito , tanto che, fino ad ora, ne sono state ristampate 2 serie con , addirittura, nuovi personaggi.  Spero davvero che qualche azienda si decida ad acquistarne i diritti e farne una bella ristampa collezionistica di qualita’.

 

 

Pezzi come lo skorpion sono stati creduti per anni dei prototipi, ma ce ne sono alcuni esemplari in giro. La tiratura è stata più bassa?

Come tutti i veicoli di qualsiasi serie , se non coprotagonisti della serie stessa, venivano prodotti in quantita’ minore e con costi molto piu’ alti. Dal punto di vista collezionistico sono i pezzi piu’ rari ma per i genitori che dovevano comprarli al proprio figlioletto erano visti come “quelli da evitare” in quanto i piu’ costosi. La ATLANTIC lo sapeva bene e, di alcuni soggetti produsse solo pochi esemplari. Un prototipo esiste e, a quanto ne so, non e’ mai stato commercializzato. Si chiama TEMPEST e lo troviamo solo in un disegno illustrativo dietro la scatola della Supercar Interceptor. Spero che qualcuno mi smentisca e mostri al mondo questo ennesimo capolavoro.

 

La produzione di un tarocco come l'ultrak, metà goldrake e metà dynatlon sparante, è stato un tentativo di fare da ponte tra i soldatini e i kit  di goldrake e i galaxy?

Non credo, l’ultrak mi fa pensare ad un prodotto “tarocco” che molte aziende proponevano quando non avevano i diritti o dopo aver prodotto una serie di successo (come e’ stata, appunto, quella di Goldrake).  Sfruttare i diritti in scadenza per creare un personaggio dalle sembianze di Goldrake ma senza spendere troppo nella nuova progettazione. Un’idea che, sulla carta poteva essere geniale ma che nel concreto ebbe scarso successo.  Tutto questo ha reso l’ultrak un giocattolo mediamente raro e di grande interesse collezionistico… ma niente di piu’

 

L'idea delle scatole libro, con un fumetto che racconta avventure dei personaggi galaxy in diverse lingue pensava già al mercato originale. Sai chi scrivesse questi fumetti o se si è mai pensato di farne un libro

L’idea della scatola libro fu eccellente, collocava i giocattoli in una storia credibile e li rendeva vivi e, soprattutto, dava loro un ruolo “buoni e cattivi”. La confezione in se’ non ebbe grandissimo successo, ma da quel momento tutti sapevano che Zepthon era il cattivo e gli Sky Man i buoni. Inoltre i disegni erano vere opere d’arte.  Qualche anno fa feci una ricerca a proposito ma, a causa di un guasto ad un hard disk, persi la documentazione. Trovai i riferimenti dei disegni e degli autori e prometto di ritrovare le informazioni al piu’ presto ed inviarvi un aggiornamento. Ultimamente si vedono molte ristampe di vecchi personaggi (un esempio su tutti BIG ROBOT) chissa’ che qualcuno non sfrutti l’idea per un bell’ albo a fumetti dei Galaxy.

 

I cosmoscacchi sono il primo board game che sfrutta i giocattoli anziché riproduzioni più piccole, questa intuizione dell'atlantic ha avuto successo?

Direi scarso successo… per non dire nullo. La scatola era di forte impatto visivo, era “bella grande” ma, alla fine, i bambini giocavano con i personaggi tralasciando totalmente il board game che non era per niente divertente.  Come per i veicoli ed il playset, il board game e’ diventato un pezzo di interesse collezionistico ma non sfrutto’ le sue potenzialita’ di gioco/giocattolo.

 

   

 

Come i soldatini anche i galaxy nascono come personaggi da dipingere, ma l'originalità delle combinazioni di colori ha fatto sì che arrivassero ad oggi quasi tutti non dipinti. Hai mai provato a dipingerne uno?

Personalmente avrei fatto un disastro inquanto completamente negato nell’arte del modellismo, ma ne ho visti alcuni dipinti in modo egregio e devo dire che guadagnano molto.  Ma non dimentichiamo che il loro successo fu dettato anche dalle varianti di colore delle plastiche e dal fatto che, non avendo colorazioni aggiunte, i giocattoli non si rovinavano mai e, quindi, agli occhi dei bimbi “non erano mai vecchi”.

 

Tanti e originalissimi sono state le produzioni dei veicoli spaziali di questa serie: quale ami di più?

Senza dubbio il disco volante di Humbot “Humbot’s flyng saucer”, l’ho sempre trovato un geniale giocattolo e molto simile ai dischi volanti dei film di fantascienza anni 50/60 che hanno farcito la mia infanzia in TV. Peccato che le plastiche fossero un po’ piu’ delicate dei personaggi.

 

Sono stati realizzati store display o prodotti promozionali particolari sul tema?

In base ai miei ritrovamenti solo uno, ovvero lo store display di dynatlon su basetta nera  http://www.atlanticgalaxy.com/dynatlon%20tondo%201.jpg, ma non essendo un “toy hunter” di professione non ho girato per magazzini di negozi e non mi stupirebbe se ci fosse altro interessante materiale in circolazione.

 

Come ti spieghi che, nonostante la grandissima pubblicita’ dell’epoca su Topolino questa serie, purtroppo, non hai mai avuto la stessa popolarita’ che avrebbe meritato?

La serie Galaxy e’ un’anomalia di mercato. Non era “popolare” ma e’ stata comunque un successo di vendite considerando che non era supportata da un cartone animato o da un fumetto. A Genova, dove sono cresciuto, tutti i negozi di giocattoli li esponevano in vetrina e, in quegli anni, era una pubblicita’ di grande effetto. Chi oggi ha 40/45 anni li ricorda sicuramente.

 

 

   

 

Hai mai pensato di scrivere un libro sugli Atlantic Galaxy ?

Un libro richiede uno sforzo notevole, e, sicuramente, sarei anche costretto ad auto produrlo. Non escludo che con una piu’ ampia mole di informazioni storiche ci potrei pensare, ma per ora credo che il sito sia piu’ che sufficiente a far conoscere al mondo i Galaxy

 

C’e’ attualmente un pezzo della serie che stai cercando? Ci puoi dire quale?

Inutile dire che sto cercando il Tempest… voi l’avete visto?

 

Purtroppo l’Atlantic, come altre indimenticabili case produttrici italiane, come la Baravelli, la Ceppiratti e la Fabianplastica che pure hanno prodotto giocattoli di assoluto prestigio hanno chiuso i battenti tanti anni fa: perche?

La risposta e’ “gli anni ‘80” croce e delizia delle aziende produttrici di giocattoli. In quegli anni arrivavano i videogiochi ed i primi home computer che hanno letteralmente ucciso il giocattolo. Lo hanno sostituito in tutto e per tutto e, chi non ha saputo adattarsi alle nuove esigenze, ha dovuto cedere alle spietate regole del mercato e chiudere i battenti http://storecialis.net/I collezionisti attuali sono i testimoni oculari di un epoca che deve assolutamente essere documentata.  Oggi il giocattolo e’ parte di una campagna di merchandising strettamente legata ad un successo televisivo e fa breccia nei bambini sfruttando mezzi che, negli anni ’70, neppure esistevano. Assume quindi un’importanza diversa sia nel processo di gioco che in quello della comunicazione. Se per un bambino degli anni ’70 un giocattolo diventava il compagno di gioco per molto tempo, adesso , cambia la serie di cartoni in tv ed il personaggio/giocattolo, viene cestinato dal bambino stesso. Questo significa molti piu’ soldi per i produttori e piu’ problemi per i genitori

 

Dopo un silenzio negli anni 90, nei primi anni del 2000 il fenomeno del collezionismo ha subito una clamorosa impennata: si puo’ spiegare solo con la nascita del web o per la grande nostalgia per quegli anni indimenticabili?

Direi che il web ha aiutato molto i collezionisti che hanno iniziato frequentando club e fiere del settore.  D’altro canto ha fatto aumentare la “competizione” creando nuove generazioni di collezionisti che, in qualche modo, hanno cambiato il mercato e le valutazioni. Chi ha iniziato prima aveva “gia’ tutto” in collezione e non ha dovuto sottostare al rialzo dei prezzi di alcuni articoli tra i piu’ gettonati, in compenso le informazioni vengono condivise in modo piu’ rapido e globale ed e’ piu’ facile comunicare e venire a conoscenza delle informazioni che, in campo collezionistico, sono la base per non prendere le cosiddette “sole”.  Sicuramente anche la nostalgia ha fatto aumentare il numero di collezionisti, ma un nostalgico colleziona in modo diverso da un collezionista,inoltre, non dimentichiamoci degli accumulatori come sono simpaticamente chiamati coloro che , non avendo le idee chiare sul “cosa collezionare” si lasciano trasportare da una sana nostalgia che li porta ad avere quantita’ immense di materiale senza seguire una particolare tendenza o linea collezionistica.

 

Sappiamo che oltre ad un grande appassionato ed esperto sei anche un grande collezionista: ci puoi svelare il tuo metodo di conservazione e preservazione  dei tuoi giocattoli?

Ti ringrazio per “il grande collezionista” ma i grandi sono ben altri.  Premetto che non sono un maniaco della conservazione. Fortunatamente i giocattoli, salvo alcune eccezioni, non richiedono cure maniacali, non dimentichiamoci che sono stati costruiti per resistere ad un bambino. Mi limito a tenerli il piu’ possibile lontani da polvere e luce diretta del sole all’interno di vetrine ed evito di manipolarli per evitare che meccanismi ed articolazioni subiscano usura. E’ bene , pero’, toccare con mano i giocattoli per capirne a fondo l’essenza e per rievocare el sensazioni che si provavano quando eravamo bambini.  Di certo e’ meglio farlo conun giocattolo inscatola che conuno in blister .

 

Ancor oggi dopo tantissimi anni e’ rimasta in tanti di noi una passione sempre piu’ crescente. Come te la spieghi?

Credo che i collezionisti, o chi si affaccia anche timidamente al collezionismo, abbia risvegliato in se’ la voglia di emozionarsi come quando era piccolo.  A volte basta la gioia di ritrovare un giocattolo col quale si giocava  da bimbi, altre volte si torna indietro nel tempo annusando l’interno di una scatola di cartone o la plastica di un action figure vecchia di 30 anni. Credo funzioni cosi’ per tutti ma non tutti riescono a farlo con i giocattoli. C’e’ chi si commuove tornando nella casa di campagna dei nonni o chi ritrova “quell’albero” dove il papa’ aveva attaccato l’altalena. Insomma, e’ cosi’ che i ricordi tornano a galla.  Per un collezionista e’ una fortuna poter entrare in una stanza e rivivere ogni volta tutto questo.

 

Concludiamo con una grande curiosita’: il tuo mitico nome di battaglia, Baron Karza, ha un significato particolare?

Baron karza, per chi non lo sapesse, e’ uno dei personaggi di punta della serie dei Micronauti.  I micronauti erano tra i miei giocattoli preferiti e baron karza fu il primo personaggio che i miei genitori mi fecero trovare sotto l’albero. In pratica, baronkarza, e’ stato il giocattolo che mi ha fatto iniziare il collezionismo, come potrei slegarmi da lui?

 

Riccardo e' stato veramente un piacere, oltre che un grandissimo onore per me, poterti intervistare su una tematica alla quale tengo particolarmente...
 
Grazie a te che mi dai la possibilita' di far conoscere a piu' persone i meravigliosi Atlantic Galaxy. Un saluto a tutti! BK